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02
dic
2007

Da Style Magazine

13:23 Marco Spagnoli


Hi, Tech - Verissimo

Style Magazine - Novembre 2007

Era la fine degli anni 70 quando nacque l’home video: si concretizzava così la possibilità di godere i migliori film e i programmi tv preferiti sul proprio televisore di casa. Allora erano due i formati video a darsi battaglia: Betamax e VHS. Il primo formato era decisamente migliore dal punto di vista della qualità e delle performance, ma fu il VHS ad affermarsi sul mercato.
Una delle cause principali? Ebbene sì, la pornografia. Le major cinematografiche, licenziatarie della Betamax, allora si rifiutarono di concedere la riproduzione di film hard sul loro formato. E la storia ci insegna che il mercato domestico dell’hardcore è stato per decenni il motore principale, ancorché segreto e silenzioso, dell’homevideo.
Dopo quasi trent’anni si ripropone una nuova guerra dei formati per decidere chi sarà il degno successore del Dvd nell’era dell’alta definizione.
Blu-Ray o Hd-Dvd? “Ho l’impressione che questa “guerra dei formati” non appassioni molto il pubblico come la precedente” confida a Style Marco Spagnoli, giornalista e direttore artistico del Dvd Awards “Sebbene la qualità e la performance dei post-dvd siano decisamente alte, queste non vengono percepite dal grande pubblico che, per il momento, è ancora soddisfatto del vecchio dvd. Anche perché in Italia la penetrazione e la diffusione dell’alta definizione è la più bassa in Europa. Ad oggi, la guerra dei formati è praticamente una battaglia tra le industrie”.
Ancora più tranciante è il giudizio di Alex Infascelli, regista che ha realizzato il suo ultimo film H2O, girato in digitale, solo per il mercato video: “Oggi credo che sia proprio superato il concetto di supporto imposto: i video, la musica, le “informazioni digitali” in futuro saranno sempre più liquide. Siamo noi che dobbiamo scegliere dove “metterle”, per la nostra comodità. L’introduzione di nuovi formati intralciano questo processo e il mercato oggi richiede più accessibilità piuttosto che qualità”.
Negli Stati Uniti intanto sta vincendo il Blu-Ray: secondo i dati Home Media Reasearch nel primo semestre 2007 i titoli del formato ideato dalla Sony hanno venduto 1,6 milioni di copie contro 800mila Hd-Dvd. Questo grazie anche ad un accordo commerciale con la catena Blockbuster e per il fatto che la Playstation 3 può leggere i dischi blu ray.
Nel frattempo le tendenze di mercato indicano la crescita della richiesta dei lettori ibridi, capaci di leggere entrambi i formati.
Il futuro, comunque, è ancora tutto da scrivere.

Scheda
Blu Ray e Hd-Dvd sono due supporti di memorizzazione in grado di contenere fino a 54 gigabyte di dati il primo e 45 gigabyte il secondo. . L’alta capacità permette di vedere le immagini in alta definizione (con televisori Full HD o HD Ready) con una risoluzione di 1280*720 o 1920*1080 pixel invece degli attuali 768*568.
Blu Ray è un formato ideato e supportato dalla Sony.
Toshiba, Nec e Sanyo hanno promosso l’alternativo formato Hd-Dvd.
 

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10
lug
2007

Side Effects

01:37 Marco Spagnoli

È appena una molecola. Pesa solo 50 milligrammi. Ma può provocare sciagure irreparabili. Qualcuno ne ricorderà il tenebroso nome: talidomide. Tra il 1957 e il 1961 il talidomide, inserito nel farmaco tedesco Contergan, causò in tutto il mondo la nascita di circa 20mila bambini malformati. Uno scandalo e una tragedia che, a cinquant'anni di distanza, hanno ispirato una fiction tedesca, intitolata con lo stesso nome della letale medicina. Ma Contergan, che censurato in Germania (dove ancora non è potuta andare in onda) avrebbe dovuto essere uno dei film di punta del RomaFictionFest, è stato all'improvviso ritirato anche dalla rassegna italiana. Lo «scandalo talidomide» continua a far paura?

«La storia di Contergan è un dramma nel dramma - racconta il produttore tedesco della fiction, Jan Moyto -. Girato tra il 2005 e il 2006 è pronto da quasi un anno. Ma la casa farmaceutica che produsse il medicinale, la Grunenthal, ci ha fatto causa, impedendone la messa in onda. In prima istanza, però, il tribunale di Amburgo ha dato ragione a noi; e, in seconda, ha chiesto il cambiamento di appena due dei trenta punti della storia incriminati. Per questo io avevo promesso al direttore del RomaFictionFest, Laudadio, di portargli Contergan». Ma quando tutto era pronto per la proiezione, la Grunenthal ha fatto ricorso. Risultato: anche in Italia Contergan rimane un'opera proibita». «Da questa storia siamo delusi anche noi - commenta Nadia Malavasi, presidente dell'Associazione Talidomidici Italiani -. Noi, nati per colpa del talidomide senza braccia, o gambe, o con malformazioni interne, ci abbiamo messo quasi cinquant'anni, per essere ufficialmente riconosciuti dallo Stato italiano. Ma a differenza dei talidomidici del resto d'Europa, non abbiamo mai percepito alcun risarcimento o rimborso, non possediamo, come in Germania o Inghilterra, asili nido, centri medici o di riabilitazione». La storia di Contergan racconta di una giovane coppia tedesca: lei partorisce una bimba malformata, e lui, avvocato, impiega dieci anni di lotta per veder riconosciuti i diritti della figlia. «In autunno, anche fuori del festival, finalmente proietteremo il film», promette Laudadio.

Paolo Scotti, Il Giornale

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